Bonifati: l’antica città di Hyéle

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Il territorio di Bonifati è in maggior parte collinare e montuoso, racchiuso dai resti di un’antico castello e posato tra due colline, dove in cima vi sono due croci; secondo credenze popolari, sotto le croci vennero seppelliti il re e la regina del castello.

Alcuni storici sostengono la teoria che Bonifati fu costruita verso la metà del VI sec., a.C. dai Focesi di Lidia, provenienti dall’Asia Minore a seguito della sconfitta dei Persiani. A sostenere tale ipotesi, è la presenza sul territorio di una sorgente nella vallata chiamata Fonte di Hyéle, nome greco per l’appunto. Erodoto scrive nella sua opera Storie, della fuga dei Focesi in direzione di Reggio Calabria nel 540 a.C., e che fondarono sul Tirreno la città di Hyéle, probabilmente l’attuale Bonifati. Si presume la distruzione dell’antica Hyéle da parte dei Normanni nel 1059 circa, capeggiati da Roberto il Guiscardo duca di Puglia e di Calabria.

Di notevole interesse:

  • La Chiesa della S.S. Annunziata in stile barocco, costruita nel XVII sec., dove al suo interno si può ammirare un tabernacolo in marmo bianco del ‘600, opera dello scultore bonifatese Vespasiano De Iacovo. La chiesa custodisce, inoltre, un coro ligneo del XV sec.; l’Annunciazione lignea del XVI sec.; un crocifisso a grandezza naturale del 1635 e un’acquasantiera del 1615
  • La Chiesa del Calvario del XVI sec. conserva un dipinto di Hendricks; la statua di marmo della Madonna con Bambino, la quale in passato era adagiata su una colonna di marmo all’ingresso del paese; un affresco raffigurante la crocifissione di Gesù e un tabernacolo in rame e smalto ideato dalle suore di Monte Veglio in provincia di Bologna
  • Il Convento di San Francesco di Paola, costruito dal Principe Pietrantonio I Sanseverino di Bisignano, il quindici agosto 1535 fu donato ai frati minori di Paola. In quella data fu designata nel Piazzale del Convento una fiera “a fera i mezzagustu” (la fiera di Ferragosto), per festeggiare la donazione del Convento, ripetuta ogni anno fino agli inizi del 1800, dopodiché, fu spostata in Piazza del Popolo, l’odierna Piazza Ferrante. Il sette agosto 1809 con un decreto il Convento fu confiscato e i monaci furono costretti ad abbandonarlo. All’origine il Convento consisteva solo dalla Chiesa di Santa Maria di Loreto, tra il 1518 e il 1520, dove vi era custodita una statua in legno di San Francesco di Paola e un affresco su una parete; quest’ultimo andato distrutto durante un restauro da mani inesperte. Nel 2001 viene adibito a struttura ricettiva di lusso, prendendo il nome Eremo del Duca
  • Santuario della Beata Vergine del S.S. Rosario, appartenuta in passato al Convento di San Domenico dell’ordine dei Padri Predicatori del XVI sec.; al suo interno troviamo un altare rinascimentale, dove ai lati si ergono le statue del XVIII sec. di San Domenico e San Vincenzo e una fonte battesimale di legno intagliato del ‘600. Sull’altare troneggia maestosa, la statua della Madonna del Rosario con Bambino, donata dai marinai di Pizzo nel 1824, i quali arenati nella foce del torrente Bambagia, non riuscendo a continuare la navigazione, scesero sulla riva portando la statua della Madonna in chiesa. Il Santuario, inoltre, custodisce un affresco della Madonna con Bambino eseguito da Don Beniamino Vivone. La festa della Madonna del Rosario viene celebrata la prima domenica di ottobre con una solenne processione per le vie del paese
  • La Torre di Porta di Mare o Torre di Porta Malvitana, l’unica nel centro storico di Bonifati, a pianta quadrangolare e ha origini cinquecentesche; in passato faceva parte della cinta muraria del paese
  • Il Castello di Bonifati o il Forte del XII sec., di cui oggi restano solo alcune mura, anticamente fungeva da difesa e controllo costiero. Fu distrutto dagli Angioini  per non farlo utilizzare dagli Aragonesi. L’antico Castello era costituito da cinque torrioni  e un corpo centrale, individuabile nei resti delle mura del perimetro, ancora oggi si distingue il portale d’ingresso ad arco largo circa due metri

Nell’attuale Piazza del paese, un tempo vi era la Chiesa Madre di Santa Maria Maddalena, purtroppo, demolita per dare spazio a un’anonima piazzetta.

Il nome del borgo deriverebbe da Castel Bonifati, feudo dei Tarsia e dei Palmieri, ma un’antica leggenda, narra del passaggio di un ricco mercante nella zona “Vaccaro” con al suo seguito numerosi servi e cavalcature, fermandosi nelle vicinanze delle capanne dei pastori per rifocillare uomini e cavalli. I pastori guardarono con stupore le persone e i cavalli decorati con pregiati finimenti. Avvicinatosi ai pastori, il mercante chiese “Chi siete? Cosa fate?” e questi risposero “Stiamo pascolando gli armamenti del nostro padrone” e di rimando il mercante esclamò “Bene facite”. Questa affermazione colpì i pastori non abituati ad ascoltare parole in latino e a loro sconosciute, infatti, erano soliti esprimersi in dialetto volgare, ma quella frase li indusse a chiamare la loro località “Benefacite” o “Benefate”.

 

fonte: comunedibonifati, comuniitaliani, ricerchepersonali

 

 

 

 

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